TRENTO. Adescava bambine di nove anni offrendo caramelle e gelati dal suo furgone, arrivando ad afferrarle con violenza al loro rifiuto, e si esibiva in atti osceni davanti alle giovani studentesse che tornavano a casa da scuola. Sono le pesanti accuse contestate a un cittadino tunisino di 63 anni, residente al Brennero ma di fatto domiciliato a Bolzano, finito al centro di un'indagine della Procura di Trento per una serie di gravissimi episodi avvenuti nei mesi scorsi in Valle Isarco. Per l'uomo, accusato di adescamento di minorenni, violenza privata e atti osceni in luogo pubblico, la Procura ha chiesto l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
I casi contestati
L'episodio più grave contestato all'uomo risale alla fine dello scorso anno scolastico in Valle Isarco. Secondo quanto accertato dalle indagini, il 63enne, alla guida di un furgone bianco, avrebbe affiancato nei pressi di una rotatoria stradale una bambina di appena nove anni che stava rientrando a casa da scuola. Dopo averla salutata in italiano, l'uomo si sarebbe rivolto alla piccola in lingua tedesca, offrendole caramelle e gelati che custodiva a bordo del mezzo nel tentativo di convincerla a salire. Di fronte al netto rifiuto della bambina, l'uomo l'avrebbe afferrata con forza per un braccio per costringerla a fermarsi. Solo una spinta e una fuga disperata hanno permesso alla piccola di liberarsi e di trovare rifugio in un vicino boschetto, dove si è nascosta dietro un albero terrorizzata, assistendo da lì al tentativo dell'uomo di adescare un'altra ragazzina.







