Sono lontane (da Roma la prima dista 3.260 km, la seconda 2.720) e hanno caratteristiche diverse: una è lunga 8,3 km e l'altra circa 2.500 km. Entrambe richiedono una certa programmazione per raggiungerle e percorrerle. Ma il risultato in entrambi i casi è identico: godere di esperienze uniche, fuori dall'immaginazione. Parliamo della Atlantic Ocean Road in Norvegia, una striscia d'asfalto che collega isolotti d'ogni dimensione grazie a ponti futuristici. E della Wild Atlantic Way in Irlanda, un interminabile percorso costiero (servono a seconda delle esperienze che si vogliono fare dai 15 ai 30 giorni di guida) che si snoda tra scogliere vertiginose e brughiere incontaminate. In tempi di vacanze 'on the road' e fuori dai grandi itinerari turistici - così abbiamo voluto suggerire con questo Vademecum di ANSA Motori - tra i percorsi più ambiti e per molti versi irrinunciabili spiccano appunto la Wild Atlantic Way in Irlanda e la Atlantic Ocean Road in Norvegia. Si tratta di due capolavori ingegneristici e naturalistici costruiti entrambi in tempi recenti (quella irlandese è stata aperta ufficialmente nel febbraio 2014 mentre la Atlantic Ocean Road in Norvegia è stata costruita tra l'agosto 1983 e il luglio 1989) che richiedono approcci al volante diametralmente opposti per tempi, regole locali e morfologia del territorio. Ma che devono essere inserite nel navigatore almeno una volta nella vita. Sulla Wild Atlantic Way quando il mare del Nord è in tempesta, la guida diventa una sfida epica perché l'oceano scatena una forza impressionante che impatta direttamente sulla viabilità. Si deve fare i conti con onde anomale e spray accecante soprattutto in punti iconici come le Scogliere di Moher o Mullaghmore Head, dove le onde si infrangono sollevando muri d'acqua e schiuma alti decine di metri. Nel programmare questa vacanza on the road in Irlanda - ricordando che si guida sulla sinistra, come in tutto il Regno Unito - occorre dunque tener conto delle chiusure stradali preventive ed evitare di muoversi quando ci sono venti trasversali violenti (possono superare facilmente i 100 km/h). Nonostante i pericoli, questa strada è frequentata per lo Storm-Watching ciò l'attività di rifugiarsi nei pub dei villaggi o in punti di osservazione sicuri per ammirare la spettacolare e brutale potenza della natura. L'Atlantic Ocean Road in Norvegia viene invece definita strada delle 'montagne russe' per motivi legati sostanzialmente all' effetto ottico del ponte Storseisundet (costruito con una curvatura asimmetrica e una pendenza molto pronunciata) ma anche per i saliscendi continui attraverso otto ponti ondulati che salgono e scendono assecondando le rocce. Rispetto alla già agitata Wild Atlantic Way, questa strada norvegese comporta alcuni rischi per le onde che scavalcano l'asfalto, perché i ponti sono molto bassi rispetto all'acqua. Durante le tempeste, le onde giganti si abbattono e scavalcano letteralmente la carreggiata mentre le auto sono in transito. Consigliare luoghi di sosta, ristoranti, alberghi o negozietti lungo la Wild Atlantic Way in Irlanda è praticamente impossibile. C'è tuttavia da valutare positivamente il fatto che tocca villaggi di pescatori dove la cultura gaelica è ancora viva e autentica. Ma che riflettono riflettono il costo della vita dell'Irlanda, uno dei più alti d'Europa. Un piatto unico in un pub costa tra 19 e 25 euro. Da un punto di vista pratico la soluzione più interessante è quella del volo + auto a noleggio. Si possono sfruttare l'aeroporto di Cork (ORK), quello di Shannon (SNN) e soprattutto quello di Dublino (DUB). Si trovi sulla costa opposta (est), ma dista circa 2 ore e mezza di autostrada da Galway uno dei nodi centrali della strada atlantica. Egualmente complesso raggiungere la Atlantic Ocean Road in Norvegia. I voli atterrano a Molde (MOL) e Kristiansund (KSU) e richiedono comunque uno o due scali. Ipotizzare soste e momenti dedicati alla gastronomia è per fortuna più semplice vista la lunghezza contenuta della strada. Nella zona del ponte di Storseisundet - il più lungo e celebre - si può puntare sulla moderna struttura dell'Eldhus Serviceanlegg (sull'isola di Askevågen) dove gustare zuppa di merluzzo locale. E per una ospitalità unica è consigliato puntare sulle strutture più iconiche che si concentrano alle estremità della strada panoramica, cioè l'isola di Aver›y (a nord) e la costa di Hustadvika (a sud).