La spesa per la difesa dell’Unione europea continua a crescere e potrebbe raggiungere 454 miliardi di euro nel 2026, con una quota sempre maggiore destinata agli equipaggiamenti. L’aumento dei bilanci, però, non si traduce automaticamente in capacità comuni, perché gli acquisti restano soprattutto nazionali, la cooperazione è limitata e ricerca e sviluppo crescono più lentamente. La sfida sarà trasformare più risorse in programmi condivisi, interoperabilità e innovazione

L’Unione europea sta destinando alla difesa una quantità crescente di risorse, con l’obiettivo di rafforzare capacità militari rimaste a lungo sottofinanziate. L’aumento riguarda quasi tutti gli Stati membri, ma non coincide automaticamente con una maggiore capacità europea. Il risultato dipende da come vengono impiegati i fondi, dal livello di coordinamento degli acquisti e dallo spazio riservato a ricerca, innovazione e programmi comuni.

I nuovi dati dell’Agenzia europea per la difesa mostrano due tendenze parallele. Da una parte, i bilanci crescono rapidamente e una quota sempre maggiore viene destinata agli equipaggiamenti. Dall’altra, la spesa continua a essere organizzata soprattutto su base nazionale, con livelli di cooperazione limitati e investimenti tecnologici che avanzano meno velocemente degli acquisti.