Continua a esserci massima riservatezza sul caso di Pietracatella. I familiari delle vittime, Sara Di Vita e Antonella Di Iesi, non hanno risposto alle domande dei giornalisti. Nel frattempo le indagini proseguono anche con l’aiuto della polizia tedesca, che ha mandato alcuni agenti in Molise per 48 ore. Insieme alla procura di Larino, hanno preparato il prossimo sopralluogo a casa Di Vita, che si terrà alla fine di luglio.
Il silenzio attorno al caso di Pietracatella
La ricostruzione dell'avvelenamento
Il prossimo sopralluogo a Pietracatella
Il silenzio attorno al caso di PietracatellaNé Gianni Di Vita né la zia di Antonella Di Iesi hanno risposto alle domande dei giornalisti sul caso di Pietracatella, le cui indagini vanno avanti da sei mesi.Al momento ci sarebbero alcuni sospettati, tra cui una persona che non è legata in nessun modo alla famiglia, ma non c’è nessuna persona indagata.ANSALa procura, a differenza di altri casi molto seguiti dal punto di vista mediatico, sta mantenendo la riservatezza sui dettagli delle indagini. Solo quando queste saranno concluse e gli atti saranno depositati si avrà un quadro più chiaro.La ricostruzione dell’avvelenamentoUno dei pochi elementi pubblici è l’autopsia sui corpi di Sara Di Vita e Antonella Di Iesi, che ha confermato l’avvelenamento da ricina ingerita per via orale come causa della morte.






