Nel caso in esame, dopo un primo invio ne era seguito un altro con un biglietto di insulti. Secondo i giudici bisogna valutare il significato del gesto, caso per caso

Un mazzo di fiori accompagnato dagli auguri per il buon onomastico può apparire come un gesto innocuo. Ma può assumere il carattere di una molestia quando arriva da una persona che ha già tenuto comportamenti persecutori e si inserisce in una nuova sequenza di iniziative indesiderate. A stabilirlo è la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza numero 13521/2026.

Il caso dei due mazzi di fiori

La vicenda esaminata dai giudici e riportata dall’Agi riguarda l’invio alla persona offesa di un primo mazzo di fiori, accompagnato da un biglietto con gli auguri di buon onomastico. Dopo il primo bouquet, era però seguito un secondo omaggio floreale, questa volta corredato da espressioni volgari e ingiuriose.

Tutto va contestualizzato: nel caso in esame c’erano dei “precedenti”: in particolare, c’era una condanna per stalking. È alla luce di questo contesto che i giudici di merito avevano considerato molesto anche l’invio dei fiori, valutazione ritenuta corretta anche dalla Suprema Corte.