la sollecitazione

Più controlli e maggiore sicurezza. Consolidare il confronto istituzionale avviato nelle scorse settimane presso la Prefettura di Cosenza

Pubblicato il: 16/07/2026 – 16:57

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COSENZA La CISL provinciale di Cosenza, con il Segretario Generale Michele Sapia, assieme al Segretario Generale della FAI CISL Cosenza, Antonio Pisani, e al Segretario regionale della FILCA CISL Calabria, Francesco Delicato, ribadiscono che l’ordinanza emanata dalla Regione Calabria, che vieta lo svolgimento delle attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie comprese tra le 12.30 e le 16.00 in presenza di condizioni di rischio elevato, è una norma necessaria per garantire la sicurezza sul lavoro.«Un provvedimento importante – dichiarano Sapia, Pisani e Delicato – che mette al centro la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, riconoscendo il rischio concreto rappresentato dalle elevate temperature e dallo stress termico. È un segnale di attenzione nei confronti di migliaia di persone che ogni giorno operano nei campi e nei cantieri, spesso in condizioni climatiche estreme. Tuttavia, riteniamo che la validità dell’ordinanza debba essere estesa anche al mese di settembre.Difatti, il cambiamento climatico ha modificato profondamente le condizioni ambientali: le ondate di calore non sono più circoscritte ai mesi di luglio e agosto, ma si protraggono sempre più frequentemente».Per le organizzazioni della CISL il provvedimento rappresenta un punto di partenza, ma da solo non è sufficiente. «L’efficacia dell’ordinanza – proseguono i tre dirigenti sindacali – dipenderà dalla sua concreta applicazione. Per questo chiediamo un’intensificazione delle attività di vigilanza e controllo da parte di tutti gli organismi competenti e, parallelamente, un forte investimento nella prevenzione e nell’informazione attraverso gli Enti Bilaterali, affinché imprese e lavoratori siano pienamente consapevoli dei rischi connessi all’esposizione alle alte temperature e delle misure da adottare per prevenirli».La CISL di Cosenza evidenzia come, nonostante la presenza di uno specifico quadro normativo, continuino a registrarsi situazioni in cui le prescrizioni vengono eluse, spesso per non rallentare i ritmi produttivi. «In questo contesto provinciale – sottolineano – questa criticità può intrecciarsi con fenomeni di caporalato e sfruttamento della manodopera in agricoltura e nel settore dell’edilizia, con situazioni di lavoro nero e irregolare».Nel territorio cosentino, in queste settimane, l’intensa attività agricola legata alla raccolta delle produzioni destinate ai mercati nazionali e internazionali e la piena operatività dei vari e importanti cantieri edili e delle grandi opere rendono ancora più urgente un’attenta applicazione delle misure di prevenzione.«I numerosi infortuni e i malori provocati dalle elevate temperature – aggiungono Sapia, Pisani e Delicato – impongono di non abbassare la guardia. È indispensabile rafforzare i controlli sul territorio affinché nessun lavoratore sia costretto a operare in violazione dell’ordinanza e siano garantite condizioni di lavoro sicure e dignitose.Necessario, inoltre, consolidare il confronto istituzionale già avviato nelle scorse settimane presso la Prefettura di Cosenza, con l’obiettivo di definire un protocollo territoriale permanente sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, capace di coordinare istituzioni, parti sociali, enti di controllo e sistema bilaterale nella prevenzione dei rischi derivanti dalle alte temperature.Il lavoro in edilizia e in agricoltura rappresenta per migliaia di famiglie della provincia di Cosenza una fondamentale fonte di reddito e di sostentamento – concludono Michele Sapia, Antonio Pisani e Francesco Delicato – e non può trasformarsi in un rischio per la vita. La sicurezza deve essere una priorità assoluta e richiede responsabilità condivise da parte delle istituzioni, delle imprese e di tutti gli attori coinvolti. Salvaguardare chi lavora significa difendere la dignità della persona, promuovere la legalità e costruire uno sviluppo realmente sostenibile, fondato sul valore del lavoro e sulla centralità dell’essere umano». Argomenti