Roma, 16 luglio 2026 – Per anni la ristorazione è stata raccontata come uno dei settori più in difficoltà del mercato del lavoro italiano: collaboratori difficili da trovare, elevato turnover, stagionalità e condizioni spesso considerate poco attrattive. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Se la carenza di professionisti qualificati continua a rappresentare uno dei principali problemi per le imprese del comparto, cresce anche il numero di ristoratori che prova a rendere più competitive le proprie offerte attraverso maggiore trasparenza retributiva, condizioni di lavoro più sostenibili e nuovi strumenti di welfare.

I dati dell'Osservatorio Restworld

È quanto emerge dal nuovo Bollettino dell'Osservatorio Restworld sulla Ristorazione, che ha analizzato oltre 6.108 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026, costruendo una fotografia aggiornata di come stia evolvendo il lavoro nella ristorazione italiana. La retribuzione mediana si conferma pari a 1.700 euro netti equivalenti al mese, mentre il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% delle posizioni propone retribuzioni superiori ai 1.300 euro netti equivalenti mensili. A livello territoriale il Trentino-Alto Adige registra la mediana più elevata (1.950 euro), seguito da Sardegna e Veneto, mentre la Campania chiude la classifica con 1.500 euro.