Condannato in primo grado all’ergastolo, la Corte d’assise d’appello di Lecce ha ridotto la pena a 28 anni per il 24enne Cristian Candita, riconosciuto colpevole in concorso dell’omicidio volontario di Paolo Stasi avvenuto il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. Il collegio giudicante ha riconosciuto le attenuanti generiche rideterminando la pena in 21 anni per l’omicidio e sette per reati in materia di droga. Nell’inchiesta per l’omicidio di Stasi era già stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione il 21enne Luigi Borracino, ritenuto l’esecutore materiale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Candita era alla guida dell’auto usata per raggiungere l'abitazione della vittima. Per gli investigatori l’omicidio del 19enne è riconducibile a un debito di 5mila euro contratto con Borracino da Stasi e dalla madre, Annunziata D’Errico, per il consumo di hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi. La donna è stata assolta dalle accuse di detenzione ai fini di spaccio di droga. «In qualità di difensore dei familiari di Paolo Stasi, costituitisi parte civile nel processo per la sua uccisione, ritengo doveroso - spiega l’avvocato Domenico Attanasi - esprimere una valutazione improntata al massimo rispetto della decisione della Corte d’Assise d’Appello di Lecce. Ciò che riveste per i familiari di Paolo Stasi particolare importanza è che la Corte abbia confermato l’impianto accusatorio nella sua essenza, riconoscendo la responsabilità di Christian Candita, in concorso con Luigi Borracino, per l’omicidio di Paolo Stasi e confermando altresì la sussistenza delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, aspetti sui quali le parti civili hanno sempre sostenuto con fermezza le proprie ragioni».
Omicidio di Paolo Stasi a Francavilla Fontana, pena ridotta da ergastolo a 28 anni per imputato
Il 19enne ucciso nel 2022. Corte d’appello riconosce attenuanti generiche per Candita








