Un tempo la città messicana era considerata pericolosa. Ora offre un bellissimo sito archeologico, una cucina che stupisce, chiese e feste popolariUn tempo la città messicana era considerata pericolosa. Ora offre un bellissimo sito archeologico, una cucina che stupisce, chiese e feste popolari
Per anni è stata una città che i turisti evitavano: rivolte, scioperi, manifestazioni. Oaxaca, però, ora è cresciuta ed è diventata più bella. Ha l’aspetto di una splendida sposa messicana: raffinata, elegante, con modi d’altri tempi, ma piena di carattere. Non teme i colori forti e le sperimentazioni. La capitale dell’omonimo stato del Messico meridionale è abbastanza grande, ma il suo centro storico è piuttosto piccolo e lo si può visitare in poche ore.
Oaxaca sorprende per il clima piacevole. Si trova a 1.550 metri d’altitudine, di giorno fa caldo, le piante succulente crescono ovunque e si possono portare le maniche corte tutto l’anno. Invece la sera bastano una camicia a maniche lunghe e un maglione leggero.
Si può cominciare a esplorare la città partendo dall’ex convento del Carmen Alto. L’antica sede dei carmelitani, che si stabilirono in città nel 1696, fu finanziata grazie al commercio del carminio della cocciniglia, un parassita del cactus dal quale si ricava una tintura rossa. Quando il mercante e filantropo portoghese Manuel Fernández Fiallo vide la sofferenza degli abitanti nei villaggi vicini decise di aiutare anche gli orfani. Nella città di Antequera, come allora era conosciuta Oaxaca, i carmelitani incoraggiarono la costruzione di mercati pubblici e granai, e il miglioramento della condizione carceraria. Il monastero si trova sopra la città ed è immerso nella quiete e nella vegetazione.









