Storica sentenza a Buenos Aires riconosce i pesci rossi Fede e Magui come esseri senzienti dopo il sequestro in un ristorante di sushi che li esponeva in una vetrina sottoponendoli a sole diretto e stress acustico

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Per anni la loro esistenza si è consumata dentro un cilindro d’acqua soffocante, esposta al sole cocente della capitale e alle continue vibrazioni della strada. Fede e Magui, due pesci rossi della specie Carassius auratus, erano le attrazioni silenziose nella vetrina di un ristorante di sushi in calle Báez, nel quartiere Las Cañitas di Buenos Aires in Argentina.

Una prigionia intollerabile denunciata dall’associazione Santuario Jaulas Vacías. L’avvocato Matías Trufero ha evidenziato come l’acquario verticale da circa 40 litri impedisse il naturale nuoto orizzontale della specie, costringendo gli animali a sbalzi termici letali dovuti alla luce solare diretta e a un costante stress acustico provocato dai passanti e dalle pompe d’aria.

La perquisizione e la liberazione