Per annni i due pesci Fede e Magui sono stati esposti in vetrina in un acquario «incompatibile con il benessere animale». Adesso un giudice ha dato loro uno status giuridico e un nuovo proprietario
Per anni erano rimasti nella vetrina di un ristorante di sushi di Buenos Aires, esposti al sole, al rumore della strada e ai colpi dei bambini sul vetro. Ora i due pesci rossi, chiamati Fede e Magui, hanno una nuova casa e, soprattutto, un nuovo status giuridico: un tribunale argentino li ha riconosciuti come esseri senzienti e soggetti di diritto, stabilendo che non possono essere trattati come semplici oggetti di proprietà.
Il caso riguarda un locale situato in calle Báez, nel quartiere Las Cañitas della capitale argentina. La vicenda è iniziata dopo una denuncia dell’associazione Santuario Jaulas Vacías, che si è poi costituita nel procedimento. Secondo Matías Trufero, avvocato dell’organizzazione, le condizioni dell’acquario erano visibilmente incompatibili con il benessere degli animali. La denuncia richiamava anche la legge nazionale argentina contro il maltrattamento degli animali; la procura ha poi contestato al responsabile due violazioni del Codice contravvenzionale di Buenos Aires: l’omissione delle necessarie cure e il mantenimento degli animali in spazi inadeguati.







