Genova - Dodici anni di carcere per Giovanni Castelucci, l'amministratore delegato di Autostrade all'epoca del crollo del Ponte Morandi, per il quale la Procura ne aveva chiesto 18. Undici anni per il capo delle manutenzioni, Michele Donferri Mitelli; dieci per Maurizio Ceneri ed altrettanti per Emanuele De Angelis, cinque per Paolo Berti ed Antonino Galatà. E ancora condanne pesanti per 15 dei 57 imputati al processo del crollo del Ponte Morandi, accusati a vario titolo di ben 112 capi di imputazione.
Dopo otto anni dalla strage del 14 agosto 2018 – tre di indagini e quattro di processo – giustizia è fatta? «Dobbiamo leggere bene tutta la sentenza – dice a caldo Egle Possetti, presidente del Comitato famiglie vittime del Morandi –: abbiamo sentito tante assoluzioni per diversi capi di imputazione, dobbiamo capire se l'eliminazione delle aggravanti comporti eventuali prescrizioni».
E però in aula piange la mamma di Mirko Vicini, giovane vittima della strage. Hanno gli occhi lucidi tutti gli altri parenti, arrivati da ogni angolo d'Italia.
Ponte Morandi, arriva la sentenza: quella mission impossible della Gdf
Una sentenza attesa, che ha richiamato a Palazzo di giustizia di Genova tanta gente comune. Oltre la sindaca Silvia Salis («Oggi è una giornata storica per la nostra città») e il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari.










