Si tratta di quei parlamentari che - approfittando del voto segreto - votano in modo diverso dalle indicazioni di partito, come successe a Romano Prodi durante il voto per il ColleSi tratta di quei parlamentari che - approfittando del voto segreto - votano in modo diverso dalle indicazioni di partito, come successe a Romano Prodi durante il voto per il ColleIn parlamento sono tornati i franchi tiratori, quei parlamentari che - approfittando del voto segreto - votano in modo diverso dalle indicazioni di partito, come successe a Romano Prodi durante il voto per il Colle. Questa volta è successo su una parte specifica della nuova legge elettorale del centrodestra (soprannominata Stabilicum/Melonellum) e cioè quella che riguardava una re-introduzione parziale delle preferenze. Capolista scelto dai partiti, l’elettore poteva poi mettere massimo tre crocette tra 6 candidati già indicati.Questa proposta era stata firmata da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. Aveva poi incassato il via libera, orale, di Lega e Forza Italia ma soprattutto aveva il parere favorevole del governo (esplicitato in aula alla Camera). Ma al momento del voto a stopparla sono stati 188 no, rispetto a 187 sì.Come ha ammesso la premier Meloni “sono mancati diversi voti in maggioranza”. Quindi dentro Lega e Forza Italia - ma non è escluso anche dentro a Fratelli d’Italia - che hanno voluto mandare un messaggio ai loro leader. Sono stati almeno una trentina, ed è la prima volta.Meloni non ha aperto una crisi politica, né si è dimessa come chiedevano le opposizioni. Ma proprio sulle preferenze (questa volta totali) proposte dal partito di Vannacci si è creato un nuovo asse: Fratelli d’Italia ha votato insieme a Futuro Nazionale. La proposta, con voto segreto, è stata bocciata in modo netto dal parlamento (233 no, 139 sì)Ora la legge elettorale, senza le preferenze, passa all’esame del Senato. Si discuterà probabilmente a settembre.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp