Roma, 16 luglio 2026 - Una coincidenza, un presagio, un possibile passaggio di consegne o, per chi ci crede, uno scherzo del destino: ognuno potrà farsi l'opinione che preferisce, ma la realtà è che mai come in questo momento c'è una foto risalente a 19 anni fa che, nonostante l'incedere del tempo, forse più di ogni altra torna d'attualità ora che si conoscono le finaliste dei Mondiali 2026. Domenica 19 luglio alle 21 (ora italiana) al Meadowlands Stadium di East Rutherford si sfideranno l'Argentina di Lionel Messi e la Spagna di Lamine Yamal. Due nomi a caso? Affatto, e non solo perché si parla di fatto degli assi delle Nazionali che guidano il ranking Fifa e che si contenderanno il titolo messo in palio dalla 23esima edizione della rassegna iridata. Qui torna in ballo la foto - già ribattezzata da qualcuno - del destino. Lionel Messi festeggia dopo la vittoria della sua Argentina contro l'Inghilterra (Getty Images via Afp)
La foto di Messi e Yamal: i retroscena
Era l'autunno 2007 e il titolo di campioni in carica apparteneva all'Italia: considerando i tre Mondiali di fila saltati dagli azzurri, già questo basta ad evidenziare quanto lontana (ma anche vicina) quella data possa apparire oggi. Fatto sta che il quotidiano spagnolo Sport, in collaborazione con il Barcellona e l'Unicef, aveva promosso un calendario benefico per il 2008, progetto per la verità avviato già nel 2006. Questioni di sponsor che all'epoca legavano appunto i blaugrana al fondo delle Nazioni Unite che quest'anno - per restare in tema di ricorrenze - spegnerà le sue prime 80 candeline. Per il secondo anno dell'iniziativa, la scelta ricade sull'allora 20enne Messi, idolo incontrastato del Camp Nou, e su un bambino di 5 mesi, scelto tramite una campagna di reclutamento tra le famiglie che erano entrate in contatto per questioni assistenziali proprio con l'Unicef. Qui torna in ballo il dilemma iniziale: per coincidenza, per caso, per presagio o per destino, viene sorteggiata la famiglia Yamal, chiamata a portare così il neonato Lamine proprio negli spogliatoi del Camp Nou per partecipare al servizio fotografico. Negli scatti è presente anche mamma Sheila Ebana, originaria della Guinea Equatoriale e stabilitasi insieme al padre della futura star della Spagna (invece di origini marocchine) a Matarò, per la precisione nel quartiere Rocafonda, omaggiato oggi da Lamine al momento di esultare per ogni gol: il 304 disegnato con le mani indica infatti le ultime cifre del codice postale della località catalana. Già, ma all'epoca chi avrebbe potuto immaginare che quel bambino bello e paffuto sarebbe diventato un calciatore, per giunta di altissimo livello proprio del Barcellona? Pochi, e ancora meno persone avrebbero potuto predire un incrocio 'fatale' del genere nella finale dei Mondiali 2026 di scena nel New Jersey. Una foto unisce Messi e Lamine Yamal fin dagli albori, seguita poi dal trascorso di entrambi al Barcellona (per la Pulce in blaugrana 672 reti e 303 assist in 778 presenze, per lo spagnolo finora 49 reti e 52 assist in 151 apparizioni, ma con la promessa di ritoccare verso l'alto questi numeri). Una foto che oggi lo stesso autore, il fotografo Joan Monfort, rivendica con l'orgoglio di chi oggi (ma non allora) sa di aver immortalato un pezzo di storia.










