Nel 2007 Lionel Messi teneva in braccio un neonato durante un servizio fotografico al Camp Nou. Quel bambino era Lamine yamal e diciannove anni dopo sarà il suo avversario nella finale dei Mondiali 2026: la storia di uno scatto diventato leggenda.

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"Beh, sono cresciuto un po', e anche Leo. Spero di poter affrontare Lionel Messi in finale, visto che non ci siamo riusciti nella Finalissima". Con queste parole, pronunciate in una recente intervista a DAZN, Lamine Yamal ha commentato la fotografia che da anni continua a emozionare il mondo del calcio: lui, ancora in fasce, tra le braccia di Lionel Messi.

Quello che allora era soltanto un servizio fotografico benefico organizzato dal Barcellona per un calendario UNICEF si è trasformato, con il passare degli anni, in una delle immagini più iconiche della storia del calcio. Nel 2007 Messi aveva appena 20 anni, era già considerato il talento destinato a raccogliere l'eredità dei grandi campioni blaugrana, ma era ancora lontano dal diventare la leggenda che tutti conoscono. Dall'altra parte c'era un bambino di appena otto mesi, Lamine Yamal, destinato a diventare uno dei più grandi talenti della sua generazione. La storia dietro la foto di Messi che fa il bagnett a Lamine Yamal nel 2007 La storia iniziò quasi per caso. La famiglia di Lamine Yamal, residente a Mataró, vinse una lotteria organizzata dall'UNICEF che permetteva ad alcune famiglie di partecipare al servizio fotografico insieme ai giocatori del Barcellona. La madre del futuro campione, Sheila Ebana, originaria della Guinea Equatoriale, e il padre Mounir Nasraoui, marocchino, portarono così il piccolo Lamine al Camp Nou senza immaginare che quel momento sarebbe entrato nella storia.