Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl sistema bancario italiano deve svolgere un ruolo centrale nel finanziamento dell’economia nazionale, tanto che il peso del credito continua ad essere il più elevato, rispetto agli altri paesi europei, soprattutto quando si parla di imprese. A questo si aggiunge che i recenti shock geopolitici legati soprattutto alla guerra in Iran, con il conseguente rincaro dei beni energetici, hanno accresciuto il fabbisogno di liquidità delle imprese, molte delle quali hanno reagito aumentando la domanda di prestiti fatta alle banche. A dirlo è la relazione dell’Associazione bancaria italiana (Abi) presentata mercoledì 15 luglio durante l’assemblea annuale. Il report pone dunque l’attenzione su due aspetti: i prestiti chiesti alle banche, che nei prossimi mesi potrebbero subire restrizioni se la situazione in Medio Oriente dovesse complicarsi, e la difficoltà che fanno le imprese italiane più innovative a crescere a causa della mancanza del capitale di rischio.

Iran, le ripercussioni sul credito

L’Abi evidenzia dunque come «da noi i debiti bancari delle aziende rappresentano oggi il 14% della somma dei debiti finanziari e del capitale, e il 46% dei soli debiti finanziari». Da questa centralità deriva una responsabilità rilevante. «In un mondo più incerto ed esposto a shock geopolitici ripetuti» e dove l’incertezza può trasmettersi rapidamente al mercato dei capitali e alle attività produttive, le banche sono chiamate a mantenere un equilibrio: rispondere alle esigenze di finanziamento di famiglie e imprese con adeguato merito al credito, preservando la qualità degli attivi e la propria solidità», precisa l’Abi. Fonte: Abi