di
Simona Marchetti
Ospite di Luca Zaia nel podcast «Il Fienile», la conduttrice ha parlato della sua vita personale e dei colleghi: Maurizio Costanzo, Alberto Castagna, Antonella Elia
Una chiacchierata in mezzo al fieno è stata l’occasione per tornare bambina, quando andava a casa dei nonni contadini e si nascondeva proprio nel fienile di casa. E l'ha spingta a raccontarsi con semplicità, fra aneddoti divertenti e retroscena inediti di una vita scandita da programmi di successo e momenti più privati. Ma per Simona Ventura, fra gli anni ’90 e i 2000 una delle stelle di punta della tv, riuscire a ritagliarsi degli spazi solo proprio è stato difficile, come conferma la sua prima gravidanza. O meglio, la reazione avuta da Lele Mora, che allora era il suo agente e che non a caso la definiva «la gallina dalle uova d’oro», quando lei gli confessò di aspettare un figlio.
«Ero incinta e dovevo dirglielo — ha confessato infatti la conduttrice, ospite non a caso del podcast Il Fienile di Luca Zaia — e così Lele Mora è venuto a casa mia con il mio assistente Domenico (Zambelli, ndr) e subito mi ha chiesto: “Cosa mi devi dire???”. Era già verde prima di sentire la risposta. Gli ho detto: “Ti devo dire che aspetto un bambino, sono incinta”. E lui si è messo a piangere e a ripetere: “Ma come? La mia gallina dalle uova d’oro???”. A quel punto l’ho rassicurato, dicendogli che non c’era da preoccuparsi, che sarebbe andato tutto anche meglio di prima e in effetti è stato così, perché i figli mi hanno dato quella sicurezza che io cercavo. Quando hai quel successo inaspettato, come è capitato a me ai tempi di Mai dire Gol, poi hai sempre bisogno di conferme. Le emozioni forti te le dà il lavoro, ma sei come una barca che deve trovare un porto. E per me i figli sono stati questo porto, un porto sicuro dove stare».









