Hotel con vista Terra, gravità ridotta, check-in nel 2032. Potrebbe riassumersi così uno dei progetti più ambiziosi nati nella Silicon Valley: non il Ristorante al termine dell’Universo di Douglas Adams, ma un appena più realistico, diciamo così, albergo sulla Luna. L’idea è di Skyler Chan, 22 anni, fondatore nel 2025 di Gru (Galactic Resource Utilization) Space. Il primo passo sarà una struttura gonfiabile, trasportata da qui e pensata per pochi ospiti. Poi verrà l’uso delle risorse locali: la regolite, la polvere lunare, trasformata in materiale da costruzione. La convinzione di Chan è che il turismo spaziale d’élite possa diventare la leva più rapida per avviare una vera economia lunare, senza dipendere solo dai governi. Le prenotazioni sono aperte da quest’anno: bisogna inviare 1.000 dollari a fondo perduto, e poi si possono lasciare in deposito da 250mila a un milione di dollari. Nel 2027 tramite asta privata si selezioneranno i primi ospiti.
La base per la seconda fase del progetto.
Quando è nata la sua passione per lo spazio?
“A 12 anni lessi An Astronaut’s Guide to Life on Earth, l’autobiografia di Chris Hadfield, e volevo seguire le sue orme. Poi partecipai a un programma dell’aviazione canadese per pilotare alianti. Fu bellissimo, ma capii che, invece di diventare io stesso astronauta, aveva più senso costruire la tecnologia che permetterà a tutti, un giorno, di andare nello spazio. Così è nato il mio interesse per le soluzioni che consentiranno agli esseri umani di vivere sulla Luna e su Marte”.






