Gli umani sono animali narrativi. Tutta la comunicazione è racconto, ma la corrispondenza tra narrazione e realtà varia ampiamente. A un estremo troviamo le “deep fake news”, oggi rese più insidiose dall’Intelligenza Artificiale. Dalla parte opposta si collocano le prime due o tre righe puramente fattuali – chi, dove, quando, perché – delle agenzie di stampa (qui la manipolazione può essere a monte, nella scelta tra notizie da dare e notizie da nascondere). Le leggende metropolitane (o urbane) sono un genere di narrazione a sé: mescolano in varia misura elementi di realtà, circostanze inventate, contenuti simbolici, aspetti socio-culturali, risonanze di miti classici.

Archivio dell’improbabile Stiamo parlando di un fenomeno interessante per chi vuol capire il mondo in cui viviamo, che di narrazioni è famelico. Paolo Toselli se ne occupa da molti anni. Nel 1990 ha fondato il CeRaVoLC, Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporanee, un archivio di documenti utile per ricerche, inchieste, servizi tv. Coccodrilli albini L’ultimo libro di Toselli è appena uscito nella collana del Cicap “Think Deep” con un titolo accattivante: “Coccodrilli albini e conigli zombi. Biografia delle leggende metropolitane” (247 pagine, 15,90 euro). Quella dei coccodrilli albini è una leggenda reperibile a New York: piccoli alligatori portati dalle vacanze in Florida sarebbero stati gettati nelle fogne e lì si sarebbero moltiplicati diventando bianchi per la mancanza di luce. Il Cicap, Comitato Italiano per il Controllo sulle Affermazioni delle Pseudoscienze, fu fondato nel 1989 da Piero Angela con il fine di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico. Oggi è una Fondazione educativa senza scopo di lucro inserita nella rete di analoghe associazioni “scettiche” europee. Presidente è Lorenzo Montali, professore di psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca. Come “biografie” Può sorprendere che Toselli si presenti come “biografo” delle leggende raccolte nel suo libro, ma la parola è appropriata. Le leggende hanno una “biografia” perché sono dotate di un loro “vita”, anzi spesso ne hanno più di una. Sembrano estinte e rinascono in altri tempi e luoghi con varianti più o meno vistose. Si riproducono (propagano) proprio come se fossero creature viventi e feconde.