DANTA - La storica manifestazione "N'ota a Danta", che da 15 anni, su iniziativa del Gruppo Chèi d'la Béla Stèla, animava e riempiva di vita le vie del paese ogni 13 agosto, è stata cancellata. Non per problemi organizzativi, né per mancanza di fondi o "braccia", ma per una ferita ben più profonda: un esposto anonimo, giunto sul tavolo del prefetto di Belluno. L'evento era un autentico e poetico tuffo nel passato, tra antichi mestieri, tradizioni, profumi e sapori della cultura locale. Per tre lustri il momento in cui giovani e meno hanno lavorato fianco a fianco, mesi prima dell'evento, regalando fatica, tempo e sorriso solo ed esclusivamente per amore del proprio paese. Una festa pulita, retta da uno spirito di servizio disinteressato che rappresentava un punto di riferimento per l'intero Comelico. Nei giorni scorsi un generico "gruppo di cittadini preoccupati per la sicurezza e la legalità" ha inviato un documento alle autorità di vigilanza, gettando un'ombra sulla manifestazione. Le accuse? Presunte mancanze nei requisiti di legge e l'insinuazione di compensi in nero per i volontari.

LA DECISIONE Di fronte alla totale perdita della necessaria serenità, gli organizzatori hanno fatto una scelta inevitabile: fermarsi e annullare tutto. L'immediata reazione dell'amministrazione comunale e del sindaco Thomas Menia Corbanese è durissima e intrisa di profonda amarezza. E ci mette la faccia per difendere i concittadini, respingendo con forza ogni accusa, definita pretestuosa, infondata e basata solo su dicerie. «Mettere in dubbio la buona fede di chi si spende per il paese è un attacco subdolo dichiara il sindaco . Nessun volontario ha mai percepito un solo centesimo. Ciò che fa più male, in questa triste vicenda, è la scelta dell'anonimato, il "colpire alle spalle" piuttosto che cercare un dialogo leale. Se le preoccupazioni per la sicurezza fossero state reali, i firmatari avrebbero potuto confrontarsi civilmente con gli organizzatori o chiedere verifiche negli uffici comunali. Invece si è scelta la via dell'inaccettabile esposto anonimo, con il rischio concreto di generare paura e paralizzare l'intero tessuto associazionistico della zona, spaventando soprattutto i più giovani».LA REAZIONEIl Comune, tuttavia, ha promesso che non resterà a guardare. Oltre ad aver già attivato i propri legali per tutelare l'immagine del paese e l'onorabilità delle associazioni, il sindaco annuncia una forte risposta politica nel prossimo Consiglio comunale, dove le manifestazioni estive verranno riconosciute ufficialmente come eventi di elevato valore culturale. Un atto solenne per "blindare" il volontariato. Nel frattempo, l'appello alla cittadinanza è di non rispondere con la rabbia, ma con una straordinaria mobilitazione di solidarietà e vicinanza verso i ragazzi del paese. Gli organizzatori, dai 14 ai 31 anni, spiegano di aver cercato fino all'ultimo una soluzione per consentire lo svolgimento dell'evento nel rispetto delle nuove disposizioni, ma sostengono di essere stati fermati prima di poter definire il progetto. Parlano di segnalazioni anonime, provenienti da persone vicine e a conoscenza dei preparativi ancora non ufficializzati. Pur ammettendo possibili ingenuità nella gestione della vicenda, ribadiscono di aver sempre agito in buona fede con l'obiettivo di offrire un momento di aggregazione. «Le motivazioni di questa azione meschina e vergognosa sono a noi sconosciute dichiarano . Resta il fatto che le conseguenze ricadono su di noi e su tutta la comunità, che per questo agosto sarà un po' più triste e silenziosa del solito». L'impegno è, comunque, di tornare a organizzare la manifestazione in futuro.