Periodo nero per il riso: le quotazioni del Vialone Nano, qualità più diffusa nel Veronese, sono scese a 410 euro a tonnellata.
Continua il periodo nero per il riso, che sprofonda in una crisi sempre più grave, e per la provincia di Verona il momento è difficilissimo: le quotazioni del Vialone Nano, che è la qualità più diffusa nel Veronese, sono scese a 410 euro a tonnellata. Un crollo continuo, dato che fino a pochi mesi viaggiavano sui 480 euro a tonnellata e nel febbraio 2025 erano a quota 1.300 euro. Le quotazioni alla produzione continuano a scendere, comprimendo ulteriormente i margini degli agricoltori, aggravando una condizione già critica per l’intero comparto.
La situazione sarà oggetto di approfondimento di un tavolo nazionale, richiesto da tempo da Confagricoltura e convocato a Roma per venerdì 30 luglio, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida.
“Momento difficilissimo”.
“È un momento difficilissimo – conferma Filippo Sussi, produttore di Nogarole Rocca, presidente regionale dei risicoltori di Confagricoltura e del Consorzio di tutela della Igp riso Nano Vialone veronese -. Abbiamo i magazzini pieni di prodotto: circa il 60% di rimanenze. Del resto, se vendessimo con le quotazioni attuali saremmo in perdita. Il Vialone Nano è quello che più soffre la crisi del mercato: la produzione è pari a quella dell’anno scorso, ma a cambiare è l’eccedenza di offerta, dovuta al forte aumento delle importazioni di riso dai Paesi extra Ue. L’afflusso crescente di prodotto estero nel mercato europeo alimenta un eccesso di offerta, accentua la pressione al ribasso sui prezzi e ostacola la piena valorizzazione del nostro riso. Resiste un po’ meglio la varietà Carnaroli, attualmente quotata attorno ai 700 euro a tonnellata, che però a Verona rappresenta una parte marginale della produzione”.










