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Dopo una prima fase di sperimentazione, l’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase: quella della trasformazione organizzativa. Secondo Paolino Montanino, amministratore delegato di Avanade Italia, il vero vantaggio competitivo non dipenderà dall’adozione di nuovi strumenti, ma dalla capacità delle imprese di ripensare processi, leadership e modelli di lavoro.

Negli ultimi anni molte aziende hanno sperimentato l’intelligenza artificiale. Che cosa distingue oggi un’organizzazione che utilizza l’AI da una che sta diventando davvero AI first?

Credo che il rischio oggi sia concentrarsi troppo sull’intelligenza artificiale e troppo poco sulla trasformazione che essa può abilitare. La vera differenza non è tra le aziende che utilizzano l’AI e quelle che non la utilizzano, ma tra le organizzazioni che adottano nuove tecnologie per migliorare singole attività e quelle che le impiegano per innovare profondamente il proprio modello operativo, il modo in cui prendono decisioni, collaborano e creano valore.

Per questo motivo in Avanade preferiamo parlare di organizzazioni “innovation first” prima ancora che “AI first”. L’intelligenza artificiale è uno strumento fondamentale, ma non è il fine. Le aziende che stanno davvero trasformandosi stanno ripensando il rapporto tra competenze umane e capacità digitali. Gli agenti AI possono accelerare l’esecuzione e supportare le analisi, ma restano sempre le persone a definire le priorità, assumersi le responsabilità e guidare il cambiamento.