Ha vinto il calcio contro l’anticalcio. Ha vinto l’Argentina contro l’Inghilterra. Ha vinto Messi contro il resto del mondo. Ha vinto Scaloni contro Tuchel. Ha vinto la voglia di vincere giocando contro il tatticismo. Ha vinto il coraggio contro la paura.
Il crescendo dell’Argentina
È stato un crescendo fantastico quello dell’Argentina. Una volta subìto, in apertura di ripresa, il gol dello svantaggio, assolutamente inatteso, perché segnato non solo alla prima occasione avuta dagli inglesi, ma addirittura con il loro primo tiro in porta, Leo Messi e i suoi compagni hanno sciolto le briglie e, come al solito nel finale, hanno raccolto il frutto di tutti i loro sforzi. Il pareggio di Enzo Fernandez è arrivato all’85’ e la testata decisiva di Lautaro Martinez al 92’. Contro l’Egitto uguale: pareggio all’83’ e gol della vittoria sempre al 92’. Contro Costa Verde e Svizzera ci erano voluti i tempi supplementari. Una squadra infinita.
Messi e i due assist che gli fanno superare Maradona
Messi, ancora lui, e chi altri sennò? È stato l’autore dei due assist, il secondo una pennellata d’autore. Altro record, ovviamente: ora sono 12 i suoi passaggi gol ai Mondiali, quattro più di Maradona, almeno uno in ognuna delle sei edizioni cui ha partecipato.










