ROMA “Non è un atto di sfiducia, ma ogni voto può provocare conseguenze politiche. Era un voto a rischio, si è sempre saputo. Ma l’emendamento era a firma solo di FdI e Noi moderati. la norma sulle preferenze non era nel testo base della legge presentato dalla maggioranza. Questo è un dato importante, che nei commenti è stato messo in ombra”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente del Senato Ignazio La Russa. “C’è chi ritiene che le preferenze possano creare problemi di trasparenza – aggiunge – e chi, come FdI, ritiene che la cosa più importante sia dare al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Il testo è praticamente quello presentato a mia firma da Fratelli d’Italia 5 anni fa. Era una mediazione anche allora, che prevedeva il capolista bloccato e la possibilità di scegliere tra gli altri nomi in lista”. Dove avete sbagliato? “Non parlerei di errore – va avanti il presiedete del Senato -, ma forse dando il parere favorevole il governo ha fatto una scelta sbagliata. Visto che l’emendamento non era firmato da tutte e quattro le forze politiche, sarebbe bastato rimettersi all’Aula”. “Invocare le dimissioni di un governo – afferma ancora – perché è stato bocciato un emendamento è una evidente forzatura. Chiederlo è legittimo, pretenderlo non lo è”. È davvero sicuro che Meloni abbia ancora la fiducia? “Certamente sì. E credo anche la fiducia di tutti gli elettori del centrodestra”. “Finora il centrodestra ha saputo sempre fare quadrato e lo dimostrano sia gli ottimi risultati ottenuti che la longevità del governo Meloni. È bene che siano gli elettori, anche per un solo voto in più, a decidere chi governa e chi sta all’opposizione. Il tempo delle “ammucchiate” dovrebbe averci insegnato qualcosa” conclude La Russa su Il Messaggero.