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Un'altra notte di sirene e boati ha scosso Teheran. Poco dopo le 2:40 ora locale, la capitale iraniana è stata svegliata da una serie di esplosioni che hanno costretto all'attivazione del sistema di difesa aerea. Le agenzie di stampa iraniane hanno offerto versioni non del tutto coincidenti sull'origine del fragore: Tasnim ha collegato i boati alle aree di Parchin e Pakdasht, segnalando che il rumore si sarebbe udito anche a est e a ovest della città, mentre Fars ha attribuito il tutto all'intercettazione di alcuni proiettili sopra Pakdasht da parte della contraerea.
Poche ore più tardi è arrivata la conferma da Washington. Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha rivendicato su “X” una nuova ondata di attacchi contro il territorio iraniano, dichiarando di aver colpito centri di comando, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e per droni, oltre a installazioni di sorveglianza costiera. L'obiettivo dichiarato resta lo stesso da giorni: ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz. Tra le località raggiunte da munizioni di precisione figurerebbe anche Bandar Abbas, snodo strategico sul Golfo Persico. Le operazioni, secondo il Centcom, si sarebbero concluse intorno alle 21 ora statunitense.








