L’Unione europea ha sanzionato nove individui e quattro entità legati all’ecosistema cyber russo. Al centro c’è il 16° Centro dell’Fsb, accusato di controllare gruppi come Turla e di aver colpito governi, industrie strategiche e infrastrutture critiche in Europa e Ucraina. La mossa, coordinata con Londra e accompagnata dalla reazione francese, conferma il salto di qualità nella risposta occidentale alle operazioni ibride di Mosca

Bruxelles, secondo quanto riportato da Politico Europe e confermato dagli atti del Consiglio dell’Unione europea, ha annunciato il nuovo pacchetto di misure restrittive che colpisce membri e facilitatori dell’ecosistema cyber russo ritenuti responsabili di attività di spionaggio, sabotaggio e supporto operativo contro Paesi europei, Ucraina e partner internazionali.

Nella dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’Ue, Bruxelles afferma che questa struttura controlla diversi gruppi di minaccia cyber, compreso Turla, sigla nota da anni agli apparati di sicurezza occidentali per campagne di lungo periodo contro reti governative, diplomatiche e industriali. Le attività contestate avrebbero colpito, tra gli altri, Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.