Un poliziotto non ha il dono dell’ubiquità, ma a Castrovillari lo Stato sembra pretendere il miracolo. I numeri ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza delineano una mappa della sicurezza calabrese a due velocità, dove la disparità di trattamento rasenta lo scandalo istituzionale.

Il Commissariato di Castrovillari, istituito nel lontano 1991, sulla carta deve vigilare su un territorio immenso: 38 comuni montani e collinari, una popolazione di 114.241 abitanti e un’estensione complessiva di ben 2.001,47 chilometri quadrati. Per fare tutto questo, lo Stato mette a disposizione appena 44 unità di personale (compresi il dirigente e gli agenti con limitazioni di servizio). Di fatto, garantire la presenza di una pattuglia sul territorio h24 – che dovrebbe rappresentare il minimo sindacale di prevenzione – è diventato una chimera.

A rendere la situazione ancora più grottesca è il confronto con le realtà limitrofe. Il neonato Commissariato di Diamante gestisce 17 comuni (61.073 abitanti su 600,21 kmq) con una pianta organica di 57 unità. Quello di Paola presidia 15 comuni (71.256 abitanti su 427,23 kmq) potendo contare su 58 unità. In pratica, Castrovillari ha il triplo del territorio da coprire rispetto a Paola, ma ha 14 agenti in meno in organico.