ROMA - Movimentazioni bancarie, depositi, prelievi, ma anche operazioni legate agli affari, pagamenti fatti o incassati tramite le sue attività. Gli inquirenti stanno facendo accertamenti patrimoniali su Valter Lavitola: sotto verifica non c'è solo il business del carbon credit in Camerun, seguito dal suo collaboratore Gomes Clesio Tavares, ma anche le entrate relative alle altre attività dell'imprenditore. E, soprattutto, le uscite: si cercano, in particolare, pagamenti sospetti, prelievi di contanti o entrate di difficile giustificazione. Quello a cui puntano gli investigatori è trovare contatti con la banda avellinese accusata di avere materialmente piazzato una bomba lo scorso ottobre sotto casa del giornalista di Report, Sigfrido Ranucci. Attentato per il quale Lavitola - grande amico della vittima - è indagato come mandante. Un primo contatto è già stato trovato: si tratta di Tavares, amico degli avellinesi e che, secondo il pm Edoardo De Santis e i carabinieri del Nucleo investigativo, avrebbe fatto da intermediario tra la banda e l'ex editore dell'Avanti!, con il quale collabora dal 2017. Subito dopo l'attentato Tavares è volato in Camerun con un viaggio organizzato da Lavitola, che sostiene che l'uomo si stia occupando per suo conto di affari in Africa. Adesso gli investigatori stanno cercando di ricostruire tutti i passaggi di denaro tra i due, per capire se Tavares abbia ottenuto cifre sospette, diverse da quelle incassate abitualmente. Da ricostruire con precisione anche come siano stati remunerati gli attentatori: per il momento dagli accertamenti sono emersi pagamenti tra i 5mila e i 10mila euro, in totale, tra contanti e viaggi spesati.
Attentato a Ranucci, al setaccio i conti di Lavitola. I pm a caccia di pagamenti ricollegabili a bomba e affari
ROMA - Movimentazioni bancarie, depositi, prelievi, ma anche operazioni legate agli affari, pagamenti fatti o incassati tramite le sue attività. Gli inquirenti stanno facendo accertamenti...










