Dopo due anni consecutivi in frenata torna a crescere la massa di investimenti diretti nel mondo, progresso di quasi 100 miliardi di dollari che porta il totale a quota 1624.
Il rapporto mondiale 2026 realizzato dalla Conferenza dell’Onu sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad) evidenzia però una netta dicotomia nei trend. Perchè se da un lato nei paesi sviluppati i progressi sono a doppia cifra sia in termini di valore che di numero di progetti greenfield, la situazione nelle aree in via di sviluppo è quasi stagnante nei valori (solo +2%) e in riduzione nelle numeriche delle operazioni. Divergenza nei trend e nei valori assoluti ancora più visibile scomponendo il globo in fasce di reddito, dove sono i paesi con i valori più elevati a continuare a ritagliarsi la fetta maggiore della torta e l’Europa a presentare i tassi di crescita maggiori (+39%). Per le nazioni a medio-basso reddito la riduzione dei flussi è infatti del 5% e anche se per i paesi in coda alla classifica si registra una crescita media del 10%, in valore assoluto si tratta di appena 20 miliardi di dollari, poco più dell’1% del totale.
Per l’Italia i numeri 2025 non sono particolarmente positivi, con un flusso di investimenti in ingresso di 8,8 miliardi (dai 20 del 2024), ampiamente superato da quello in uscita, a quota 30 miliardi di dollari, anche in questo caso in calo rispetto all’anno precedente.









