di Alessandra Dal Monte

A seguito dei recenti casi - due ragazzini morti per choc anafilattico dopo aver cenato in un ristorante e aver mangiato un gelato e l'ex schermidore Aldo Montano, allergico alla caseina, finito in ospedale - la Federazione italiana pubblici esercizi e la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica stanno elaborando un protocollo di prevenzione che sarà pronto in autunno

Morire mangiando un gelato, o finire ricoverati dopo un piatto di pasta. I casi di anafilassi (reazione allergica grave) finiti sulla stampa negli ultimi mesi - la 15enne morta a Ostia lo scorso aprile, il 16enne deceduto a Casoria a maggio e, recentissimo, il ricovero di Aldo Montano a Roma, tutti allergici alle proteine del latte - hanno attirato l'attenzione su un problema da non sottovalutare: l'aumento delle allergie nella popolazione italiana, a tutte le età. Come evitare che un problema di salute normalmente gestibile si trasformi in tragedia, magari proprio al ristorante? La domanda se la sono posta Fipe e Siaip, rispettivamente la Federazione italiana pubblici esercizi e la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, che da un paio di mesi stanno collaborando per avviare un tavolo con le istituzioni e fornire una risposta comune al problema.