di
Elvira Serra
Tutto il paese si è trasformato in un forno a cielo aperto. Il sindaco porta i condizionatori nelle Rsa
ORANI (Nuoro) - Alle cinque della sera Piero Cusinu, appollaiato sulla gru bianca nella marmeria all’uscita del paese, aveva già bevuto tre litri d’acqua. Racconta: «Mai sentito un caldo del genere. Ieri la mia macchina segnava 49 gradi. Però bisogna lavorare lo stesso, le bollette si pagano anche d’estate». Al nostro ingresso a Orani, a mezzogiorno, ci avevano accolto 39 gradi all’ombra. Temperatura ragionevole in questa gola nell’entroterra del Nuorese, tra le colline di San Paolo e di San Francesco, che quando soffia il libeccio da Orani (record storico di 46,7 gradi all’ombra il 12 luglio 2011, dati Arpas) tutto il paese si trasforma in un pittoresco forno a cielo aperto, addolcito dai rampicanti di vite sui muri bianchi che nel sogno del cittadino più illustre, lo scultore Costantino Nivola, dovevano trasformare Orani nel «Perg ola Village», il villaggio del pergolato.
Il sindaco Marco Ziranu ci incontra alla casa di riposo in veste di facchino: ha appena consegnato un condizionatore d’aria — quello che aveva nel suo ufficio — a suor Clementina Dessì, 86 anni ad agosto, che tiene a bada con pragmatismo e buon senso 28 anziani dai 75 ai 97 anni, dieci uomini e diciotto donne. «Il sindaco è un nostro benefattore», chiosa nella sala del ricevimento. E spiega la ricetta per non far patire troppo il caldo agli ospiti: «Cibi leggeri, insalata di riso o di pasta, verdure e moltissima acqua». Ziranu ammette che gli anziani sono la sua principale preoccupazione da martedì, quando la colonnina di mercurio ha segnato per la prima volta 45 gradi. Ieri la rilevazione ufficiale era scesa a 43.1, anche se alle 4 del pomeriggio Leonardo Chironi ci ha mostrato la foto con i 45 gradi sul suo cruscotto: l’aveva appena mandata agli amici cagliaritani dopo aver parcheggiato fuori dal cimitero (è l’unica anima viva vista all’ombra dei cipressi).












