Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli Per molti è semplicemente un integratore utilizzato da sportivi e frequentatori di palestra per migliorare forza e prestazioni muscolari. Ma la creatina potrebbe avere un ruolo molto più ampio. Dalla riduzione della stanchezza post-virale al potenziamento della funzione cognitiva nelle persone sotto stress fino al miglioramento dell’umore, sono sempre di più le ricerche che provano a dimostrarne i benefici. Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista iScience suggerisce che questa sostanza possa persino potenziare alcune cellule del sistema immunitario fondamentali nella lotta contro i tumori, aprendo la strada a possibili nuove strategie terapeutiche.Creatina: dove si trova e a cosa serveLa creatina è una molecola derivata da amminoacidi ed è naturalmente presente nel nostro organismo. È prodotta dal fegato, nei reni e nel pancreas, ma una parte del fabbisogno viene coperta attraverso l’alimentazione. Le principali fonti sono la carne e il pesce. Gli alimenti vegetali non contengono creatina, ma forniscono gli aminoacidi necessari per sintetizzarla: tra questi ci sono legumi, frutta secca e semi. La creatina rappresenta una riserva di energia rapidamente disponibile per i muscoli durante gli sforzi brevi e intensi. Per questo motivo è uno degli integratori più utilizzati dagli sportivi che praticano discipline ad alta intensità.Lo studioLa ricerca, condotta da un gruppo dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), si è concentrata sulle cellule dendritiche, considerate le “sentinelle” del sistema immunitario. Il loro compito è individuare elementi estranei o cellule anomale, come quelle tumorali, raccoglierne le informazioni e presentarle ai linfociti T, che possono così riconoscere e attaccare il bersaglio. Se le cellule dendritiche non funzionano correttamente, anche la risposta immunitaria contro il cancro risulta meno efficace.04:49 Sport e integratori: attenzione agli under 13SEIDISERA 17.01.2023, 19:22TiPressGli scienziati hanno scoperto che, quando queste cellule vengono attivate, aumentano l’espressione del trasportatore della creatina, una proteina che permette di importare la molecola dall’esterno. Una volta entrata nella cellula, la creatina contribuisce a mantenere elevati i livelli di ATP, la principale “moneta energetica” dell’organismo. In questo modo le cellule dendritiche dispongono dell’energia necessaria per attivarsi, produrre molecole infiammatorie e stimolare con maggiore efficacia i linfociti T.Linfociti T "al lavoro" per attaccare un tumore IstockNegli esperimenti condotti sui topi, gli animali che ricevevano un’integrazione di creatina sviluppavano una risposta immunitaria più robusta e mostravano una crescita del melanoma significativamente più lenta rispetto ai controlli. Anche in cellule immunitarie umane coltivate in laboratorio, la creatina ha migliorato l’attivazione delle cellule dendritiche e la loro capacità di stimolare i linfociti T, suggerendo che il meccanismo possa essere rilevante anche per l’uomo.https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/Alimentazione-e-sport-la-guida-per-amatori--3703794.htmlServono più proveMa quanto sono trasferibili questi risultati alla pratica clinica? Secondo il Prof. Roger Geiger, Direttore di Laboratorio dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) affiliato all’Università della Svizzera italiana, è necessario interpretare lo studio con cautela. “I ricercatori hanno iniettato elevate quantità di creatina nei topi e hanno osservato un effetto modesto sul controllo della crescita del tumore”, spiega. “Si tratta di un’interessante osservazione preclinica, ottenuta in un numero limitato di animali e non in pazienti. Non fornisce quindi i dati clinici necessari per poter consigliare alle persone di assumere creatina con l’obiettivo di contrastare il cancro”. Come va...la prevenzione tumori?Come va? 05.04.2022, 21:10Gli stessi autori dello studio sottolineano che il lavoro rappresenta una prova di principio e non una dimostrazione di efficacia clinica. Saranno necessari studi sull’uomo per verificare se gli effetti osservati nei modelli sperimentali possano tradursi in un reale beneficio terapeutico, quali siano le dosi appropriate e quali pazienti potrebbero eventualmente trarne vantaggio.L’idea, comunque, è quella di utilizzare la creatina non come terapia autonoma, ma come possibile supporto alle immunoterapie già esistenti. Rendere le cellule dendritiche più efficienti attraverso un integratore considerato sicuro se assunto alle dosi raccomandate di 3 g al giorno potrebbe contribuire a rafforzare la risposta del sistema immunitario anche nei tumori meno sensibili a queste cure.02:44 Tumore della pelle: aumentano quelli di origine professionale SEIDISERA 13.07.2026, 18:00Keystone