Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cento, ha accolto e assistito in modo eccellente, una paziente in travaglio di parto che...Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cento, ha accolto e assistito in modo eccellente, una paziente in travaglio di parto che si era presentata in autonomia. E’ accaduto lunedì mattina presto, quando una donna di origini straniere è arrivata in pronto soccorso e, presumibilmente, così avanti col parto da non poterla trasportare a Cona dov’è il punto nascita dopo la chiusura di quello di Cento. Dato il parto imminente i sanitari, in possesso delle adeguate competenze e conoscenze, hanno scelto di assistere in loco la paziente durante il travaglio e il parto che si è concluso con la nascita di un bambino sano. Anche la mamma è in buone condizioni di salute. A scopo precauzionale, mamma e bambino sono stati trasferiti all’ospedale di Cona e ricoverati per il completamento dell’iter clinico e assistenziale. E’ così che nell’ospedale della città si è tornato a sentire il vagito di una nuova vita venuta al mondo, ormai novità, per non dire rarità, in un nosocomio che ha visto chiudersi il punto nascita. Tale situazione particolare è stata perfettamente gestita non solo grazie alla competenza del personale medico e infermieristico dell’Ospedale di Cento, ma anche attraverso l’applicazione puntuale dei protocolli clinici previsti e dei percorsi formalizzati in istruzioni operative che le Aziende sanitarie hanno elaborato in conformità con le linee guida cliniche nazionali e internazionali. L’Azienda Ausl Ferrara esprime le proprie felicitazioni alla mamma e al neonato e ringrazia tutto il personale coinvolto che con grande professionalità ha assistito al travaglio e al parto, che, pur essendo fasi fisiologiche della vita, richiedono particolare attenzione e competenza assistenziale. Questo episodio permette ad Ausl anche di ricordare a tutti che, in condizioni di emergenza, occorre chiamare sempre il 118 e non recarsi in autonomia in ospedale, a maggior ragione per le donne in gravidanza, proprio per salvaguardare la salute della mamma e del piccolo. Si tratta del secondo caso in un anno, dopo quello di giugno dell’anno scorso.