Il Comune di Perugia ha annunciato con toni entusiastici l’avvio della riqualificazione di Pian di Massiano, definendolo il “cuore verde e sportivo della città”. Come è uso fare al gruppo “Perugia Social City” leggendo tra le righe del comunicato ufficiale, però, emerge una realtà meno celebrativa: ciò che viene presentato come un grande progetto di rinnovamento appare piuttosto come il tentativo, tardivo e necessario, di porre rimedio a uno stato di degrado consolidato." Così Gianpiero Tamburi coordinatore del Gruppo. Che prosegue: "Si tratta di un intervento dettato dall’emergenza. L’amministrazione parla di “restituire una visione unitaria” e di “accogliere nuove abitudini”, utilizzando un linguaggio da campagna elettorale permanente. Tuttavia, la necessità di intervenire su aree giochi, servizi igienici, piste ciclabili e di pattinaggio – spesso ridotte a zone interdette o inutilizzabili – racconta una storia diversa. Se oggi è necessario un piano straordinario per rendere il parco “accessibile e sicuro”, significa che, per lungo tempo, la gestione ordinaria ha fallito nel suo compito primario: mantenere quello che già esisteva. Perugia, che vive il suo parco quotidianamente, ha denunciato a più riprese l’abbandono di quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del verde pubblico. Gli interventi annunciati – dalla manutenzione delle alberature alla sistemazione del sistema idraulico e dei percorsi – non sono innovazioni straordinarie, ma atti di manutenzione base che in un’amministrazione virtuosa dovrebbero essere garantiti quotidianamente, e non sbandierati come risultati eccezionali. Dietro la promessa di una “città europea” e di una “visione del futuro”, traspare la fatica di dover rincorrere le urgenze del presente.