L’Istituto Marchigiano di Tutela vini (Imt) con circa 500 aziende associate per 16 denominazioni di origine – di cui 4 Docg – è una realtà unica in Italia nel suo genere. Oggi rappresenta l’89% dell’imbottigliato della zona e la maggioranza delle esportazioni di vino marchigiane. Con oltre 7.500 ettari tra le province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino e Fermo incide per il 45% sull’intera superficie vitata regionale. Gioco di squadra tra produttori e territorio, capacità di investire, ma anche forte identità territoriale e motivazione delle cantine a puntare sulla qualità come simbolo del Brand Marche per vincere le sfide della globalizzazione. È la ricetta del successo del super consorzio attualmente presieduto da Michele Bernetti e diretto da Alberto Mazzoni: nato nel 1999 dalla volontà di 19 soci lungimiranti con 7 denominazioni tutelate, oggi Imt rappresenta 16 denominazioni su 20, contribuendo alla valorizzazione delle Marche del vino in Italia e nel mondo.

Venti Dop e una Igp, per un settore che conta 14.000 aziende agricole e 18.000 ettari di superficie vitata a livello regionale. La produzione media negli ultimi cinque anni si attesta intorno agli 800.000 ettolitri. Per quanto riguarda l’imbottigliato, sono oltre 142 mila gli ettolitri in bottiglia raggiunti nel 2025 delle denominazioni tutelate da Imt. In una regione sempre più a trazione bianchista, si registra l’exploit lo scorso anno del Verdicchio dei Castelli di Jesi e in particolare del Verdicchio di Matelica. Il Verdicchio è il prodotto trainante e nel 2018 ha festeggiato i 50 anni della Doc Castelli di Jesi.