HomeSienaCronacaLe storia delle sorelle Fargion. Nasce un portale per ricordarledi Lodovico Andreucci Nel tempo in cui la memoria rischia di assottigliarsi fino a confondersi con la semplice ricorrenza, a Colle...Presente anche il cardinale LojudiceRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Lodovico AndreucciNel tempo in cui la memoria rischia di assottigliarsi fino a confondersi con la semplice ricorrenza, a Colle si è scelto di restituirle voce e profondità. Al Saloncino del Teatro del Popolo, l’ultimo appuntamento dell’iniziativa “Giusti in Valdelsa“ ha ricomposto il filo della vicenda umana delle sorelle Fargion, rifugiate durante le persecuzioni razziali al mulino del Sasso, nel fitto bosco di Campiglio, dove trovarono riparo grazie al coraggio di chi seppe opporsi alla barbarie.

A restituire spessore a quella pagina di storia è stato il diacono Renato Rossi, che ha intrecciato il racconto delle due giovani livornesi con alcuni brani del romanzo “Alle acque tranquille“. Maria Luisa Fargion, laureata in Lettere all’Università di Pisa nel 1942 con una tesi dedicata al patriota e letterato livornese Carlo Bini, fu costretta a pubblicare il proprio lavoro sotto lo pseudonimo di Luisa Mari, amara conseguenza delle leggi razziali.