Il lutto28 luglio 2026 alle 00:37Un fratello morto, l’altro in carcere: lo strazio di mamma Bernardetta
Le parole di don Giulio Madeddu, risuonano in una chiesa di Santo Stefano attonita. «Ci sono momenti in cui anche la fede non elimina le lacrime e anche un sacerdote non possiede parole capaci di dare una spiegazione a ciò che è accaduto».
Lo ascoltano, in un silenzio rotto solo dal rumore dei ventagli, le tante persone sedute sui banchi accorse per dare l’ultimo saluto ad Andrea Pintus, il 42 enne ucciso a colpi di pistola dal fratello Alessandro, qualche giorno fa nella casa dei loro genitori a Margine Rosso.
Il dolore di una madre
Nelle prime file, davanti al feretro ricoperto di rose rosse e gerbere bianche, mamma Bernardetta è una maschera di dolore. Una Maria Addolorata che piange un figlio morto ammazzato e un altro, che non compare neanche nel necrologio, ora in prigione accusato di uno dei più atroci dei delitti. Papà Audisio invece non c’è: schiacciato da una pena impossibile da sopportare è rimasto a casa. Ci sono invece gli altri parenti e c’è la compagna di Andrea, Alice, che prima dell’ingresso del feretro, stringe la bara in un forte abbraccio sussurrando tra i singhiozzi: «Come farò amore mio, non ci posso credere». Non ci può credere nessuno in questa chiesa dove nessuno fiata. Mamma Bernardetta sta ferma, immobile. Respira a fatica, ogni tanto si accascia. La sorreggono e le danno dell’acqua, e resta lì davanti a quel suo figlio che le è stato tolto in casa sua, in quella casa dove i suoi figli li aveva cresciuti e visti farsi grandi.







