<p>«Forti della rinnovata solidità, le banche possono e devono contribuire a portare l'economia italiana su un livello più sostenuto di crescita, nel quadro dell'integrazione europea del mercato dei capitali».

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all'assemblea dell'Abi.

Con gli istituti «continueremo a confrontarci, talvolta su posizioni diverse ma sempre nella consapevolezza del ruolo strategico e costituzionale delle banche per lo sviluppo della società e la sicurezza nazionale». </p><p>E con la stessa logica «va affrontata la questione delle concentrazioni e degli assetti proprietari», perché le dimensioni degli istituti e le aggregazioni bancarie «non sono un valore in sé, tranne forse per gli azionisti, ma lo possono diventare per il Paese quando esse migliorano la capacità del sistema bancario di accrescere la proiezione internazionale delle aziende italiane e rafforzano le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza e innovazione».

Di fatto è un'apertura alla strategia di Unicredit, che ha appena conquistato Commerzbank in Germania.

Che fa il paio con quella che poche ore dopo avrebbe fatto da Berlino il cancelliere tedesco Merz. </p><p>«Non stiamo impedendo questa fusione e non abbiamo mai cercato di farlo», ha detto ieri Merz in conferenza stampa. «Abbiamo semplicemente detto che il modo in cui è stata avvicinata Commerzbank non incontra la nostra approvazione».