<p>Le Procuratie Vecchie di Venezia rappresentano «uno dei simboli più autentici» del legame tra <strong>Generali</strong> e il territorio.
Con queste parole l’amministratore delegato del gruppo <strong>Generali</strong> <strong>Philippe Donnet</strong> ha ricordato il valore degli imponenti edifici di epoca cinquecentesca, collegati tra loro, che delimitano su tre lati <strong>piazza San Marco</strong> a <strong>Venezia</strong> in un messaggio ai partecipanti della tappa veneta di Motore Italia, il ciclo di eventi del gruppo <strong>Class Editori</strong> dedicato alle eccellenze italiane. </p> <p> </p> <p>Per secoli, ha ricordato <strong>Donnet</strong>, le Procuratie Vecchie «sono state il cuore pulsante della <strong>vita economica e sociale di Venezia</strong> e oggi tornano a vivere come spazio aperto, inclusivo, capace di accogliere idee, persone e visioni».
In origine il complesso - costruito tra il 1517 e il 1538 - ospitava le abitazioni dei <strong>Procuratori di San Marco</strong>, i funzionari al vertice del governo veneziano dell’epoca.
Oggi gli stessi ambienti, ristrutturati, sono sede di alcuni uffici, tra cui quelli di <strong>The Human Safety Net</strong>, la fondazione umanitaria di <strong>Generali</strong>.







