“A volte non so nemmeno cosa dico” ha finalmente ammesso ieri sera, alle 23,45, a “Notti Mondiali” Lele Adani, stanco ma felice, in collegamento da Atlanta dopo aver raccontato a fianco di Alberto Rimedio la semifinale tra Argentina e Inghilterra su Raiuno. “Sei trasfigurato” gli ha detto il conduttore Alessandro Antinelli mentre il cantore di “Facciamo calcio” si asciugava il sudore e cercava l’ispirazione per dar vita a un discorso un po’ confuso in cui esaltava le qualità di Leo Messi e ringraziava la Rai per l’opportunità che gli offre di raccontare i Mondiali e tifare - aggiungiamo noi - per l’Argentina dai microfoni della tv di Stato. In realtà ieri Adani è stato insolitamente tranquillo fino all’ottantacinquesimo minuto, momento del pareggio di Enzo Fernandez accolto con parole da predicatore: “Non è mai finita con l'Argentina, non è mai finita con la Selecion, il cuore dei campioni dei mondo. Enzo che raccoglie da Lionel... Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios... Maradona 40 anni dopo orienta questa partita e non la fa finire perché l'epica deve continuare”. Pochi minuti dopo la squadra di Scaloni ha raddoppiato con Lautaro Martinez e al grido “Non ci credo, non ci credo, non ci credo” l’opinionista de La Domenica Sportiva ha perso addirittura la voce. E’ il primo commentatore tecnico Rai che diventa afono non per un colpo d’aria o per i gol dell’Italia ma per le reti di un’altra nazionale. Al fischio finale, la sua fantasiosa sentenza: "La Selecion non accetta un no come risposta, rifiuta la resa, rigetta la forza del rivale. Si ribella a pronostici contrari e indirizzi avversi, fortificando la portata della missione, intensificando la spiritualità di un gruppo speciale". Come al solito scatenati quanto lui in postazione i suoi detrattori sui social, fra le varie invettive anche il consiglio di stare alla larga per un po’ dai pub inglesi.