Giacomo Sabelli è morto a 22 anni dopo 15 giorni di coma, a seguito di uno scontro tra tre auto sulla via Olimpica. Tre funzionari del Comune di Roma sono rinviati a giudizio per omicidio colposo. Se avessero installato uno spartitraffico, forse non sarebbe morto.

Giacomo Sabelli

Tre funzionari del Comune di Roma sono rinviati a giudizio per omicidio colposo sulla morte di Giacomo Sabelli. Lo studente ventiduenne fuorisede originario del Casertano è deceduto a seguito dello scontro tra tre auto lungo via Olimpica, tra via Salaria e viale di Tor di Quinto, il 18 novembre del 2022. Questa la decisione del giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Roma al termine dell'udienza, che si è celebrata nella mattinata di oggi, mercoledì 15 luglio.

La Procura nei confronti dei tre funzionari ha chiesto il proscioglimento, mentre all'inzio il rinvio a giudizio. I tre funzionari ora dovranno rispondere delle accuse a proprio carico, che riguardano la morte del ragazzo, compariranno in aula per il dibattimento. Soddisfatta l'avvocata di parte civile Ludovica Lista: "Volevamo ottenere proprio questo, che la magistratura approfondisse quanto successo a Giacomo". I tre imputati si occupavano della manutenzione delle strade I tre dipendenti del Comune di Roma finiti a processo, quando sono accaduti i fatti che gli sono stati contestati lavoravano nel dipartimento, che si occupa della manutenzione delle strade della Capitale. Se ci fosse stato uno spartitraffico tra le due corsie, forse Giacomo si sarebbe salvato. La mancanza di una barriera sarebbe stata decisiva nella morte del giovane, in quanto avrebbe potuto fermarne la corsa. Con la sua Smart Foufour ha invaso la corsia opposta e si è scontrato con altre due macchine. La richiesta della barriera è arrivata anche nell'agosto del 2022 dagli agenti della polizia locale.