Si preannuncia come una parata spoglia e priva delle sue storiche sigle di base il Siracusa Pride in programma il prossimo 18 luglio. Anche la Cgil di Siracusa ha infatti comunicato ufficialmente l’uscita dal Comitato organizzatore. La decisione certifica una spaccatura insanabile nell’attivismo locale, dopo i clamorosi addii delle scorse settimane. Al centro della bufera c'è la scelta di affidare il ruolo di madrina dell’edizione 2026 alla showgirl Heather Parisi. Ad accendere i riflettori nazionali sul caso è stato anche il duro intervento di Vladimir Luxuria, che ha criticato apertamente la scelta della Parisi come testimonial, amplificando il dissenso della comunità trans e LGBTQIA+. La nomina è stata duramente contestata a causa di vecchie dichiarazioni della ballerina sull'identità di genere. Le frasi sono state giudicate da molti incompatibili con i valori della manifestazione. Lo scontro ha innescato una reazione a catena. Prima è arrivato l’abbandono di Stonewall GLBT+ e Agedo, poi lo smarcamento dell’Unione degli Studenti e ora il passo indietro del sindacato.La decisione della Cgil di Siracusa è maturata dopo un confronto interno sul percorso di individuazione della testimonial. Dal sindacato precisano che si tratta di una posizione assunta nell’esercizio della propria autonomia politico-sindacale. La Cgil ha comunque ribadito il valore del Pride come fondamentale momento di rivendicazione, inclusione e contrasto a ogni discriminazione. Il sindacato conferma l’impegno storico a tutela dell’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+.
Siracusa, Heather Parisi madrina del Pride: scoppia la polemica
Si preannuncia come una parata spoglia e priva delle sue storiche sigle di base il Siracusa Pride in programma il prossimo 18 luglio. Anche la Cgil di Siracusa ha...











