L’Italia affronta una nuova ondata di caldo estremo, con temperature che in molte aree superano i 40 °C, notti tropicali e allerta "bollino rosso" in numerose città. Il rischio sanitario per le persone è il primo tema, ma non l’unico. Il calore record mette sotto pressione anche i dispositivi che usiamo ogni giorno: smartphone, elettrodomestici, veicoli elettrici e componenti industriali sono progettati per lavorare entro finestre di temperatura precise, e quando l’ambiente le supera qualcosa si rompe.
La fisica del problema
Il componente più vulnerabile è la batteria agli ioni di litio, presente in telefoni, computer portatili, monopattini e automobili. Una review pubblicata su Progress in Natural Science indica un intervallo operativo ottimale piuttosto contenuto, tra i 15 °C e i 35 °C, e uno spettro accettabile complessivo compreso tra -20 °C e 60 °C, oltre cui si verificano perdite di prestazioni e danni irreversibili.
Sopra i 45 °C la degradazione accelera: il calore innesca reazioni che consumano elettrodi ed elettrolita, riducendo in modo permanente la capacità della cella. Non serve arrivare a valori estremi per pagare un prezzo, perché l’esposizione prolungata a temperature elevate accorcia in modo sensibile la vita utile della batteria, misurata in cicli di ricarica.









