Il presidente colombiano uscente Gustavo Petro ha rilanciato lo scontro con Washington dopo la morte di un migrante colombiano nello stato americano del Maine, ucciso da agenti dell'Ice, l'agenzia statunitense per il controllo dell'immigrazione. Da Bogotà, Petro non ha usato mezzi termini: "L'Ice è un'organizzazione che dev'essere denunciata su scala mondiale. Anche se gli Stati Uniti si rifiutano di accettare la giustizia internazionale, qualsiasi giudice al mondo può perseguire i crimini contro l'umanità".Non è la prima reazione del presidente colombiano alla vicenda. Nei giorni scorsi Petro aveva già parlato di "omicidio" per descrivere quanto accaduto, chiamando in causa direttamente Donald Trump. Su X aveva scritto: "Quello che è successo nel Maine è l'omicidio di un colombiano, latinoamericano, per mano del governo degli Stati Uniti. Lo hanno ucciso perché lo consideravano un essere inferiore e senza diritti, quando come persona aveva tutti i diritti umani inerenti alla nascita ed era un cittadino con diritti negli Stati Uniti".La vittima è Johan Sebastián Durán, 26 anni, morto colpito da colpi di arma da fuoco all'interno della propria auto per ragioni che restano ancora da chiarire. L'ambasciata colombiana a Washington ha chiesto un'indagine ufficiale sulle cause del decesso. La famiglia del giovane, in Colombia, sostiene che Durán non si trovasse in una situazione di soggiorno irregolare negli Stati Uniti e che fosse in possesso di un regolare permesso di lavoro.
Gustavo Petro contro l'Ice: "Va denunciata nel mondo, i suoi sono crimini contro l'umanità"
Dopo la morte di un migrante colombiano nello stato del Maine, il presidente si è espresso contro le violenze degli agenti statunitensi













