«Oggi, nello stabilimento Eni di Porto Torres, ai lavoratori delle imprese in appalto è stato impedito l’accesso alla sala aziendale nella quale era stata convocata un’assemblea sindacale promossa dalla CGIL sulla vertenza della chimica verde. Per questo motivo l’assemblea, alla quale hanno partecipato il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia e il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas, il segretario nazionale CGIL Gino Giove, il segretario regionale Fausto Durante e il segretario territoriale Massimiliano Muretti, si è svolta all’esterno, sotto il sole cocente, con evidenti disagi e pericoli per lavoratrici e lavoratori».

Ad intervenire sul caso è Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e segretario regionale del PD Sardegna. «Quanto accaduto è un fatto molto grave e pone un serio problema di rispetto delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori a tutela dell’attività sindacale e del diritto di assemblea. Se un’azienda decide di impedire ai lavoratori delle imprese in appalto di partecipare a un’assemblea sindacale negli stessi spazi concessi ai dipendenti diretti, introduce una distinzione inaccettabile tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Ancora più grave è che questa decisione abbia costretto decine di persone a riunirsi all’aperto, sotto il sole cocente di queste giornate, con evidenti disagi e con un’esposizione evitabile a condizioni che possono comportare rischi anche per la salute. I lavoratori delle imprese in appalto sono parte integrante del sistema produttivo di Porto Torres: svolgono attività essenziali per il funzionamento degli impianti, condividono responsabilità, competenze e rischi con i dipendenti diretti e contribuiscono ogni giorno alla sicurezza e alla continuità produttiva del sito. Non possono essere trattati come lavoratori di seconda categoria quando si tratta dell’esercizio di un diritto fondamentale come quello di assemblea e di partecipazione sindacale».