Caricamento player

Mercoledì l’Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento francese, ha approvato in via definitiva la proposta di legge che legalizza il suicidio assistito nel paese: 291 deputati hanno votato a favore, mentre 241 contro. Per entrare in vigore la legge dovrà ottenere l’approvazione del Consiglio costituzionale, un organo che può essere chiamato a esprimersi sulla legittimità di una norma: è molto improbabile che la rigetti, ma potrebbe chiedere alcune modifiche.

La legge rende legale la pratica del suicidio assistito per tutte le persone maggiorenni con cittadinanza francese che soffrono di una «malattia grave e incurabile», che «minaccia la vita in una fase avanzata o terminale», che le sottopone a una «costante sofferenza fisica o psicologica» e che è «insopportabile». Per accedere alla procedura, la persona deve inoltre essere «in grado di esprimere la propria volontà liberamente e in modo informato». Una volta che la sua richiesta viene approvata, deve autosomministrarsi il farmaco letale, a meno che non sia «fisicamente incapace di farlo». In tal caso, l’atto può essere eseguito da un medico o da un infermiere.

Fra l’approvazione e la somministrazione comunque devono passare due giorni, un periodo di riflessione obbligatorio alla fine del quale la persona deve riconfermare la sua volontà.