Péter Szijjártó ha annunciato le dimissioni dal Parlamento per andare a fare il dirigente di BYD. L'attacco del neo-premier Péter Magyar
C’è sempre un domani. Anche per i leader sovranisti caduti nella polvere. Dopo la batosta delle elezioni di aprile, l’ex ministro degli Esteri di Viktor Orbán, Péter Szijjártó, ha rassegnato le dimissioni dal Parlamento ungherese. Non per ritirarsi a vita privata – Szijjártó ha 47 anni – ma per intraprendere una nuova avventura professionale. Andrà a lavorare per BYD, il colosso cinese delle auto elettriche. Lo ha annunciato lui stesso sui social. «Ho ricevuto un’offerta di grande prestigio da un’impresa leader a livello mondiale», ha scritto l’ex fedelissimo di Orbàn su Facebook. «BYD è una delle più grandi storie di successo nel settore automobilistico degli ultimi vent’anni ed è anche il produttore leader a livello mondiale di veicoli a energia alternativa. Da oggi inizierò a lavorare come responsabile del gruppo per le relazioni esterne e lo sviluppo di nuove linee di business». Un balzo dall’attività politica a quella d’impresa che accomuna Szijjártó a molti ex premier o ministri europei, ma che ha già scatenato un polverone politico in Ungheria e oltre.










