Firenze, 15 luglio 2026 – Aveva ragione Papa Francesco: "Dobbiamo rifuggire a ogni costo la propaganda che instilla paura dell'altro nell'opinione pubblica. Quella propaganda, per nulla innocente, si nutre di guerre lautamente finanziate, di manovre occulte per trafficare armi e farne proliferare il commercio, di accordi economici fatti sulla pelle della gente". E Leone è entrato, con la Magnifica Humanitas è entrato nel dettaglio dell'uso distorto e "privato" dell'intelligenza artificiale, ha invitato a non arruolare Dio in scelte di guerra. È vero. C'è una narrazione che è fatta ad uso e consumo di chi vuole semplificare e sostiene che non c'è altra strada che la conflittualità come strumento per far finta, tragicamente, di risolvere i problemi. E invece no. Il patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, intervenendo domenica sera 13 luglio al concerto di chiusura dei tre giorni di convegno internazionale 'Reimagine Peace', con artisti israeliani e palestinesi insieme all'anfiteatro delle Cascine, sotto la regia di Noa e Mira Awad, alla presenza della sindaca Sara Funaro e la partecipazione del coro Clara Harmonia e del regista e attore, ma anche musicista, Neri Marcorè, ha invitato a uscire "dalle narrazioni che ci rassicurano", ad "aprire i confini e le porte". La pace è "un esercizio dell'immaginazione anche per vedere nell'altro una persona".