Roma, 15 lug. (askanews) – Il percorso vuole essere un’esperienza che accompagnerà il visitatore attraverso aree – interne ed esterne tra il Corner e il cortile del MAXXI – che sono pensate come le tappe di una trasformazione: da passante a spettatore, da spettatore a parte attiva nella protezione della natura.

Tutto nasce da un gesto individuale. È la storia di Fulco Pratesi – architetto, disegnatore, giornalista, scrittore e, un tempo, cacciatore – che davanti ad un’orsa con i suoi cuccioli viene folgorato. Da quel momento cambia tutto: torna in Italia, vende i fucili e, con un gruppo di amici appassionati di natura, fonda il WWF in Italia. Da quel radicale cambio di prospettiva nascono le prime Oasi, il più grande progetto privato di conservazione della Natura mai realizzato in Italia che negli anni Sessanta ha solo lo 0,6% di territorio protetto. La mostra parte dall’intuizione pionieristica di Pratesi, dai suoi taccuini originali, dalla genesi della prima Oasi, quella di Burano: un progetto che anticipa la stagione dei parchi nazionali e resta unico in tutto il panorama internazionale essendo indipendente, fondato sul fundraising privato.

In un’Italia in cui ancora non c’è un Ministero dell’Ambiente il WWF comincia a costruire una coscienza ambientale attraverso uno strumento innovativo per l’epoca e per l’argomento: la comunicazione.