| 15 Luglio 2026 15:01 |
4 minuti per la lettura
(Adnkronos) – Non basta più una casa vicino al mare. Per una quota crescente di italiani, l’alloggio scelto per l’estate deve essere anche un luogo nel quale poter lavorare, studiare e vivere per periodi più lunghi della tradizionale vacanza. Cambiano così la durata dei soggiorni e le caratteristiche richieste agli immobili: secondo la rilevazione del Centro Studi SoloAffitti, in tre anni sono aumentate del 69% le richieste di elementi abitativi che consentano di lavorare da remoto. È uno dei segnali che accompagnano la diffusione della workation, la formula che combina soggiorno fuori dalla propria residenza e possibilità di continuare l’attività lavorativa a distanza. Un fenomeno che resta ancora una nicchia – la rete SoloAffitti registra un aumento specifico di questo tipo di domanda – ma che intercetta una trasformazione più ampia nel modo di vivere la casa durante i mesi estivi.
La vacanza, per una parte della domanda, si allunga e cambia natura. Nel 55% dei casi le richieste legate alla workation riguardano soggiorni di almeno un mese, fino a coprire l’intera stagione estiva. Nel 62% dei casi a cercare casa è un professionista o uno studente che viaggia da solo, mentre il restante 38% è rappresentato da famiglie. La durata rappresenta uno degli elementi più interessanti del fenomeno. La possibilità di lavorare a distanza consente infatti, a chi ne ha l’opportunità, di estendere la permanenza oltre il periodo tradizionalmente destinato alle ferie.







